San Martino Alfieri ha ospitato domenica 12 aprile 2026 la sesta edizione di “Pedalando con Marco”, la manifestazione cicloturistica dedicata a Marco Vergnano, appuntamento ormai diventato un simbolo di sport, memoria e solidarietà nel territorio astigiano.
L’iniziativa, promossa da ACSI Ciclismo e DLF Alessandria-Asti con il patrocinio del Comune di San Martino Alfieri, ha confermato la sua natura di evento non competitivo aperto agli iscritti agli Enti della Consulta, con l’obiettivo di unire pedalata e beneficenza.
La finalità solidale del ricavato, destinato alla LILT di Asti, conferma un legame tra sport e impegno sociale che negli anni ha dato identità alla manifestazione; già nelle edizioni precedenti, infatti, “Pedalando con Marco” aveva mantenuto questa formula: una cicloturistica accessibile, con partenza da San Martino Alfieri e forte attenzione al valore umano dell’iniziativa.
Un memorial che parla al territorio
Il successo di una prova come questa non si misura soltanto nei chilometri percorsi o nei partecipanti presenti, ma nella capacità di trasformare una ricorrenza sportiva in un gesto collettivo di vicinanza. Anche quest’anno la partecipazione è stata significativa, con circa 120 ciclisti al via, segno che il memorial ha saputo radicarsi come appuntamento sentito e riconoscibile.
La forza dell’evento sta proprio nella sua doppia anima: da un lato il piacere del ciclismo su strada, dall’altro la dimensione del ricordo di Marco Vergnano, che continua a essere evocato non con toni celebrativi ma attraverso un’iniziativa concreta, condivisa, popolare.
Dal punto di vista sportivo, “Pedalando con Marco” resta una cicloturistica semplice e inclusiva, con un percorso pensato per favorire la partecipazione e il clima conviviale. Il valore vero, però, è nel dopo: nell’arrivo, nello stare insieme, nel pasta party e soprattutto nella destinazione benefica del ricavato, che rafforza il significato dell’intera giornata.
“Pedalando con Marco” non è solo una pedalata commemorativa: è un modo per dire che il ricordo può essere attivo, utile, persino generativo. In un tempo in cui molti eventi sportivi rischiano di assomigliarsi, questa manifestazione conserva una voce propria perché mette al centro una persona, una storia e una causa concreta.
Il merito è di chi la organizza e di chi ogni anno sceglie di esserci: perché un memorial vive davvero solo quando smette di essere cerimonia e diventa comunità.


